Ju Jitsu

Il Ju-Jitsu nasce, almeno come nome, nel medioevo giapponese. Era infatti una delle sette arti marziali che il Bushi (il samurai) doveva saper praticare. Letteralmente significa “Arte della cedevolezza” o “Arte gentile” (Ju = gentile, Jitsu = arte), quindi con l’obbiettivo preciso di fare il minimo sforzo per neutralizzare l’avversario. In Giappone col passare dei secoli diverse scuole sono nate e si sono sviluppate all’ombra dei grandi maestri che si sono succeduti. Alla fine del 1800 il maestro Jigoro Kano (1860-1938), con lo scopo di far confluire in una disciplina sportiva lo stile del Ju-Jitsu, trasse da questo una serie di tecniche “non pericolose” che potevano essere applicate in un combattimento non cruento. Questa applicazione parziale del Ju-Jitsu prese il nome di Judo.

Chi può praticare il Ju Jitsu?

Tutti possono praticare il Ju-Jitsu; i bambini (a partire da 6 anni), i ragazzi, uomini e donne di salute normale che non presentino controindicazioni alla pratica sportiva non agonistica.

Benefici del Ju Jitsu

Dal punto di vista fisico i benefici riguardano lo sviluppo armonico (soprattutto nell’adolescente), l’aumento del tono muscolare, il miglioramento di funzioni come la coordinazione, la mobilità articolare, la resistenza, la velocità ed i riflessi. Il corpo esercita una ginnastica completa e ricreativa, non dimenticando le stimolazioni metaboliche e neuroendocrine. Grazie alla pratica si acquisisce in socievolezza e sicurezza interiore con benefici psichici, quali la creatività , l’autocontrollo, il rispetto per l’avversario, la conoscenza più approfondita del proprio IO: in ultima analisi un equilibrio tra livello fisico, emozionale e mentale. La pratica sportiva, infine, ci permette di occupare l’attenzione (in modo particolare dei giovani) evitando distrazioni pericolose. L’atleta è “spinto” a imitare i soggetti più preparati, al miglioramento continuo acquisendo una sorta di mentalità positiva che sarà senz’altro utile anche nella vita.

Tecnica

In sostanza con il Ju-Jitsu si raggiunge una buona forma fisica, il controllo delle attività mentali (concentrazione, calma, equilibrio) e un’ottima capacità di difesa personale. Inoltre, per chi lo desidera, un’intensa attività agonistica a livello nazionale e internazionale. In particolare:

– da 6 a 15 anni si persegue un obiettivo propedeutico di formazione fisica, educativa e sociale;

– da 15 a 18 anni si tende ad un affinamento della forma fisica, psichica e comportamentale, nonchè, per chi manifesta particolare predisposizione, l’attività agonistica;

– dai 18 anni, giunti al consolidamento fisico, mentale e tecnico, l’atleta può scegliere diverse specializzazioni: agonismo, insegnamento tecnico, arbitraggio federale.

Inviato da: www.romajujitsu.altervista.org

One Response to “Ju Jitsu”

  1. elena ha detto:

    Ciao, io sono Elena e ho praticato ju-jitso dai 5 ai 23 anni, ora ne ho 25 e purtroppo per problemi lavorativi ho dovuto abbandonare questa mia grande passione.
    Consiglio a tutti i genitori di far avvicinare i figli al mondo delle arti marziali… perchè non sono semplicemnete una displina ma sono un modo d vivere e oltre alla forma fisica, ci insegnano l’educazione e il rispetto.
    Lo consiglio a tutti
    un bacio
    Elena

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