Per dimagrire… mangia lentamente: mangiare in fretta ingrassa!

La copertina di "Super Size Me", documentario del 2004 diretto ed interpretato da Morgan Spurlock.La velocità a cui si mangia incide sulla sintesi di quegli ormoni fondamentali che servono per segnalare al cervello il senso di sazietà e che quindi ci “invitano” a terminare il nostro pasto.

Mangiando troppo in fretta non si dà il tempo a questi ormoni di essere prodotti ed arrivare al cervello: ci vogliono almeno 10 o 20 minuti dall’inizio del pasto per permettere che questi ormoni vengano prodotti e segnalino al cervello il senso di sazietà e quindi il segnale di stop al pasto.

Per dimagrire quindi bisogna mangiare lentamente!

Chi ingurgita il pasto che ha davanti in maniera frenetica (per abitudine, per estremo appetito o perché non ha il tempo di gustarsi il proprio pasto) si ritroverà a mangiare più del necessario. Esistono anche studi che confermano che la carenza dei due ormoni prodotti dall’intestino deputati a segnalare il senso di sazietà al cervello (il peptide YY e il peptide simile al glucagone) porti ad esagerare nel mangiare e quindi al sovrappeso e all’obesità.

Che mangiare velocemente non sia salutare è probabilmente cosa risaputa negli ambienti del fitness e da chi si occupa di alimentazione, dieta e benessere.
Anzi spesso si sostiene anche che bisogna masticare con cura per permettere agli enzimi della saliva di fare il proprio lavoro.

In inglese esiste un’espressione che suona così: “chopsticks over forks“, in altre parole preferire i bastoncini (quelli che usano gli orientali) alle forchette. Questo perché mangiare con i bastoncini – che permette di portare dosi più piccole alla bocca – stimola a mangiare più lentamente.

Per fortuna ci sono anche studi scientifici che mangiare con lentezza sia decisamente preferibile in vista di un programma di dimagrimento: un gruppo di ricercatori greci ha sottoposto alcuni volontari all’assuzione di 300 grammi di gelato da gustarsi in 30 minuti; ai volontari sono stati prelevati campioni di sangue prima dell’assuzione del “pasto” e ogni 30 minuti fino a tre ore e mezzo dopo l’inizio del pasto; sono stati misurati glucosio, insulina, grassi e i livelli di due ormoni che inducono il senso di sazietà; chi aveva mangiato più lentamente aveva mediamente livelli più elevati dei 2 ormoni e infatti riferiva di sentirsi più sazio.

Questo tipo di studi – che confermano quelle che potremmo quasi definire “nozioni popolari” – ci invitano a cambiare le nostre abitudini, casomai ci accorgessimo che non dedichiamo il tempo necessario ai nostri pasti.

Ma oltre a questo ci invitano anche a educare i nostri bambini a “non abbuffarsi come lupi”: è fondamentale insegnare ai più piccoli l’importanza di masticare con calma, prendendosi tutto il tempo necessario per gustare il pasto.

E’ ora di riprendersi il tempo adeguato per consumare i nostri pasti, dando la possibilità al nostro organismo di segnalarci il senso di sazietà prima di mangiare più del necessario.

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